| Melito, Quel “fossato” a difesa di Napoli |
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L’avvallamento nel terreno denominato “fossato di Napoli”, partiva dalla campagna di Giugliano, tagliava la cosiddetta “Masseria Signorelli” che oggi dà il nome all’omonima strada, raggiungeva via Roma attraversandola fino a via Lavinaio. Secondo una versione storica molto accreditata, a questa conformazione del territorio si deve il nome della città, “Mellito” (fossato, avvallamento, vallo); questo termine utilizzato in epoche latine, si trasforma prima in Mellito di Napoli (Il fossato di Napoli) per poi assumere la forma che conosciamo oggi: Melito. La configurazione attuale del nome - Melito di Napoli - va fatta risalire al periodo murattiano del Regno di Napoli. Infatti con un il R.D. n. 1196 del 4-1-1863 il nome dell’insediamento abitativo alle porte di Napoli nord, fu modificato in “Melito di Napoli” per distinguerlo dall'omonimo centro esistente in Calabria (Melito di Porto Salvo).
Secondo un’altra ricostruzione storica, il nome Melito deriverebbe da “Maletus” – Meleto – cioè, “Città della Mela”. E’ noto che a Melito, negli anni in cui il casale splendeva per le sue coltivazioni locali, la produzione regina era data dalla mela annurca, un prodotto tipico delle campagne dell’agro napoletano. Ma a questa tesi si preferisce dare valore simbolico e tradizionale, poiché le radici storiche del nome, vanno ricercate nelle ipotesi formulate in precedenza e alle quali la gran parte degli storici dà maggiore credito. Il dibattito è, comunque, ancora aperto.
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